Recensioni, racconti, notizie, aneddoti,commenti, cronache,critiche, favole...... a cura di Sergio di Diodoro - giornalista free lance -
giovedì 9 ottobre 2014
ABITAVAMO IN VIA QUARNARO
Avverto che nel mese di dicembre sarà nelle librerie il mio romanzo autobiografico "ABITAVAMO IN VIA QUARNARO", storia di coloro che vissero la propria infanzia e la propria adolescenza negli anni '50 e '60 a Giulianova .
La presentazione del libro avverrà verosimilmente intorno alla seconda decade del mese.
lunedì 29 settembre 2014
A mia moglie per il 36' di matrimonio
Non abbiamo ancora navigato
Il nostro mare più bello,
non abbiamo ancora conosciuto
tutti i porti della vita.
Non abbiamo ancora vissuto
I nostri giorni più belli.
Non abbiamo ancora finito
di sognare.
E le parole più belle che ho da dirti
non te le ho dette ancora,
perché nulla di noi appartenga al passato
e l'incantesimo della nostra storia
sia sempre e solo nel futuro
che vivremo insieme.
Il nostro mare più bello,
non abbiamo ancora conosciuto
tutti i porti della vita.
Non abbiamo ancora vissuto
I nostri giorni più belli.
Non abbiamo ancora finito
di sognare.
E le parole più belle che ho da dirti
non te le ho dette ancora,
perché nulla di noi appartenga al passato
e l'incantesimo della nostra storia
sia sempre e solo nel futuro
che vivremo insieme.
martedì 19 agosto 2014
TUTTI LAUREATI
Leggo di gente che millanta sul proprio profilo facebook titoli
di studio che non ha mai conseguito. Troppo facile, e troppo ingiusto nei
confronti di chi ha veramente sudato e speso gli anni più belli della sua vita
per conseguire (veramente) una laurea. È troppo facile scrivere sul profilo
" ha studiato presso Università di ...."quando a stento si sono
concluse le Scuole Superiori, e spesso neanche quelle. È facile e ridicolo nei
confronti di chi sa. Ma costruirsi un'immagine a proprio piacimento, quantunque
falsa, deve essere una cosa che riempie di gioia, perché consente, in pochi
secondi, di equipararsi a chi ha studiato una vita per poter scrivere, a giusta
ragione, le stesse cose di se stesso. A questo punto i titoli di studio
dichiarati sui profili sono spesso inattendibili. Ma come si fa? Bisognerebbe
chiedere la presentazione dei certificati originali di laurea. Oppure sperare
nella correttezza dei millantatori. Due cose impossibili.
Sempre in tema un mio amico, che non ha frequentato
l’Università, sigla alcuni documenti di lavoro apponendo davanti al suo nome il
titolo “dott.”
Incuriosito gli ho chiesto lumi ed ho scoperto che è possibile
conseguire il Diploma di Laurea, a qualsiasi età, senza dover abbandonare la
propria attività lavorativa, senza alcun obbligo di frequenza, e in alcuni
casi, senza dover sostenere alcun esame, secondo un percorso accademico
personalizzato. Si tratta, in buona sostanza, di un percorso formativo
individualizzato con riconoscimento di crediti universitari per l´esperienza
professionale acquisita sul lavoro.
In particolare Ragionieri, Geometri, Bancari, Impiegati pubblici
e privati, Periti, Assicuratori, Promotori finanziari, Agenti, Consulenti,
Giornalisti, Quadri, Dirigenti, Professionisti, imprenditori, ecc. che lo
desiderano possono conseguire un titolo universitario on-line, riducendo (ma
anche azzerando) i tempi di studio.
A lui è bastato un semestre.
Quindi frequentare l’Università può essere inutile. Chi lo ha
fatto ha speso del denaro e del tempo che poteva risparmiare, tanto si arriva
allo stesso risultato per altra via, più agevole, più rapida, meno faticosa e
ugualmente gratificante, e per di più a costo zero.
Sulla preparazione professionale di questi pseudo-laureati – per
l’esperienza acquisita durante gli anni di lavoro- nulla da dire.
Ma la Laurea, quella vera, è un’altra cosa.
giovedì 24 luglio 2014
CARA IGNOTA MADRE LINGUA
Un caro amico d'infanzia e di adolescenza - della cui preparazione culturale ho grande stima - ha molto apprezzato il mio intervento che denigra i falsi laureati. E con estrema puntualità ravvisa nel malcostume imperversante nelle scuole la causa prima di tanta tangibile ignoranza. Sono d'accordo con lui.
Il lassismo che imperversa da ormai troppi anni nelle scuole italiane di ogni ordine e grado, non escluse le Università , si traduce non solo in una ormai nota ed inarrestabile mancanza di rispetto nei confronti del corpo insegnante, offeso e vilipeso, ma anche in una smisurata proliferazione di ignoranza, a tutti i livelli. Difficile trovare studenti modello, difficile credere che possano venir fuori dalle libertine aule dei Licei martiri delle “sudate carte” destinati a fulgide carriere professionali. Poca preparazione, pressapochismo, superficialità, voglia di ottenere il massimo risultato senza pagare il prezzo dell’impegno, tutto concorre a creare una classe di diplomati e laureati che, quand’anche in possesso di brillanti o almeno normali intelligenze, nulla o poco raccolgono, a livello di preparazione culturale, da una carriera studentesca che, tranne rarissime eccezioni, è vissuta sempre in modo assai mediocre. Perché? Prima di tutto perché è consentito ottenere risultati senza che sia chiesta in cambio una preparazione appena sufficiente. In secondo luogo perché non esiste più la figura del docente dotato di carisma dalle cui labbra sgorghino parole di insegnamento alla vita. I nuovi saccenti siedono sui banchi nella convinzione di avere di fronte un loro stesso collega, più anziano, cui non lesinare improperi, atteggiamenti di ribellione e di sfida, palesi rifiuti, aperte provocazioni.
Che dire dei dialoghi? Parole infarcite di scurrilità, bestemmie, risate sonore e sguaiate, insulti reciproci, trivialità. Tutto con gli auricolari infilati nel padiglione auricolare e con il pollice in fermento sulle tastiere dei cellulari. Visto uno visti tutti.
Stendo un pietoso velo sull’abbigliamento , ostentatamente lacero, costosamente lacero. Ma il vero disarmante momento di costernazione arriva quando ti accorgi che la lingua italiana, la cara madrelingua, comune genitrice di ognuno, è completamente sconosciuta, ignorata, vilipesa. Di tutto e di più se li senti coniugare , concordare, declinare. Un baratro enorme avvolge la vacuità di quei brevi discorsi, e il cuore si angoscia. Ove sei Madre Lingua che nessuno dei tuoi figli più riconosce come tale? Stride il condizionale trascinato come ferro sull’asfalto da un “se” pericolosamente e coraggiosamente introdotto in apertura, senza remore e senza timori, ma con tanta incosciente audacia.
Un’ignoranza fastidiosa, che si compiace di se stessa, incurante di ferire in modo non lieve le orecchie degli astanti.
Un prezzo che poi si paga. Ecco perché non c’è meraviglia se deputati, senatori, onorevoli non rispondono in modo giusto quando viene chiesto loro il participio passato di un verbo anomalo. E’ la normalità. E’ il risultato finale di carriere scolastiche allegre e disoneste, culminate nondimeno per loro nel raggiungimento di obiettivi concreti ed importanti. Un’immagine pubblica che incute soggezione a fronte di un vuoto culturale infinito. Almeno per quello che attiene la lingua italiana.
La cara, nostra, ignota Madre Lingua…..
giovedì 17 luglio 2014
FALSI AMICI
Puoi perdonare chi ti ferisce, ed è certo un atto bello e doveroso.. Ma la ferita rimane. Prima aperta e sanguinante, poi raggrumata, poi cicatrizzata. Resta la cicatrice, forse per sempre. Poi se anche la cicatrice dovesse scomparire, resta la memoria, il ricordo del ferimento subito. Non si dimentica un torto specie se ti arriva da chi consideri amico, e amico non è . E ti dispiace, ti resta dentro il dolore, per sempre.
Non è la ferita sul corpo il problema. È la ferita del cuore che non rimargina mai......
DUE PESI E DUE MISURE
A corollario della triste storia della raccolta delle pesche e del loro infelice piazzamento sul mercato, a causa della concorrenza di analogo, più economico, ma meno pregiato prodotto straniero, giunge dagli amici romagnoli una nuova chicca, anch'essa abbastanza sconvolgente. I prodotti italiani sono sottoposti a rigidi controlli per accertare che non abbiano subito trattamenti nocivi per la salute dei consumatori , quelli provenienti dall'estero non avrebbero obbligo di controllo. I succhi di frutta, ad esempio, arrivano già confezionati, pronti per l'uso. Da noi corre l'obbligo (giustissimo) di mille accertamenti preventivi prima della lavorazione industriale.
Quindi rispettiamo le regole in casa e trasgrediamo fuori.
E la crisi???????
domenica 13 luglio 2014
RACCONTALA AD UN ALTRO.....
Quanto sarebbe bello se coloro che non hanno nulla da dire non dicessero nulla, se coloro che non hanno nulla da scrivere non scrivessero nulla, se coloro che non hanno nulla da raccontare non raccontassero nulla e se chi è destinato, suo malgrado, a non diventare qualcuno, avesse il buon senso e l'umiltà di stare al suo posto, evitando di millantare qualità che non possiede.....
Oggi i mezzi di comunicazione e di diffusione capillare consentono di viaggiare sulla cresta dell'onda e di apparire, volendo, quello che non si è .
Un mio ex compagno di scuola, di cui conobbi la difficoltosa, ove non disastrosa, carriera studentesca, racconta oggi pubblicamente quanto simpaticamente di aver conseguito lusinghieri successi al Liceo ed all'Universita' alla quale fu in realtà solo iscritto per un solo anno, peraltro con esiti risibili.
Ma tanta è la potenza dei social-network che, raccontando le favole, ci si può costruire una carriera su misura, finta, ma tale da apparire vera a chi legge in modo inconsapevole.
Il problema dei millantatori, che alla fine comunque fanno davvero poco danno, è che poi le balle che mettono in giro arrivano a tutti, ma proprio a tutti.
Anche a coloro che all'epoca "c'erano" e che quindi "sanno".......
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